TESTIMONIANZE

«Tiziano era davvero quella che si dice una bella persona. Era un uomo mai banale con uno spiccato desiderio di capire gli uomini, ciò che accadeva attorno a lui e nel mondo e di riflettere su sé stesso e sulla vita.

 

Chiunque lo abbia frequentato, anche solo lo spazio di una chiacchierata, restava arricchito da questo tratto della sua personalità. Tiziano era un animo puro. L’opportunismo, la slealtà, non facevano parte del suo modo di essere. A volte poteva apparire burbero, persino intransigente. In realtà, aveva rispetto come pochi delle opinioni altrui. Ascoltava, senza pregiudizi, senza arroganza, per poi rielaborare dentro di sé e cercare di migliorare sé stesso ma soprattutto gli altri.

 

Tiziano era un generoso. In qualunque ambito si sia speso, nella scuola, nello sport, nella solidarietà con i più sfortunati, ha sempre dato tutto sé stesso, senza compromessi, per raggiungere un obiettivo, per dare l’esempio in prima persona su cosa significhi lavorare con passione, per far crescere indistintamente famosi professionisti, ragazzi bisognosi d’aiuto, persone in difficoltà, colleghi, amici, una compagna di vita.

 

Tiziano ha attraversato con una costanza e un’intensità pari solo alla sua umiltà, trent’anni della gloriosa storia dell’Hockey Club Lugano. È stato artefice e protagonista di sette titoli nazionali, forgiando i muscoli e i polmoni di decine e decine di giocatori, da quelli indimenticabili degli Anni Ottanta ed inizio Novanta agli idoli moderni. Ma non è stato solo il preparatore fisico: spesso è stato anche l’amico, il confidente, ad esempio di chi ha recuperato quasi miracolosamente dopo infortuni gravi. Anche nei momenti di difficoltà per la squadra e per il club la sua identificazione nell’Hockey Club Lugano è sempre stata totale. L’HCL veniva prima di ogni singolo, chiunque fosse e con qualunque nome si chiamasse. Mai una parola fuori luogo.

 

Grazie Tiz, per quello che ci hai dato e per quello che il tuo esempio rappresenterà sempre per noi.

 

Ci manchi tanto ma i tuoi valori saranno sempre con noi.»

 

Avv. Fabio Gaggini

 

 

 

«La prima volta che incontrai Tiziano, più di quarant’anni fa, eravamo due ragazzini che partivano con ardore verso l’avventura formativa al “ginnasio cantonale di Lugano”.

 

Mi impressionò quel ragazzo “lungo e magro” così schietto e deciso. Lui faceva parte di una numerosa schiera di giovani di Breganzona, raccolti nella stessa classe, mentre dal Malcantone eravamo solo un ragazzo di Castelrotto (il Cesare, anche lui prematuramente scomparso) ed io. Ebbene Tiziano si fece carico di integrarci, garantendo che avessimo uno spazio nel “gruppo”.

 

Lui era così, magari brusco nei movimenti, ma con un “cuore grande” che non sopportava ingiustizie ed emarginazioni e “non lo mandava a dire”. Da quell’incontro nacque un’affinità istintiva, che si è mantenuta nel tempo, anche quando le vicende della vita hanno separato per lungo tempo le nostre vie. Un’affinità che è riemersa però “naturale e fresca” quando ci siamo ritrovati nel “nostro” club del cuore, quell’Hockey club Lugano per il quale abbiamo speso e profuso passioni, energie e responsabilità. In quel “ritrovarsi”

 

Tiziano mi parlò dell’iniziativa a favore della sua altra grande passione: Cuba. Pur avendo “smarrito” (come spesso mi rimproverava) l’ardore giovanile nei confronti del regime che governa tutt’ora l’isola caraibica, fede che Tiziano invece non ha “mai perso”, ho ritenuto di grandissima importanza e utilità l’iniziativa che stava “mettendo in piedi” a favore del centro ospedaliero per giovani malati di tumore. Una malattia che lui conosceva bene, che aveva combattuto e sconfitta, anche grazie ad una medicina di avanguardia che voleva poter offrire ai giovani ricoverati all’Avana.

 

Una settimana prima del tragico incidente, che lo ha portato vias, avremmo dovuto trovarci a cena, con il comune amico Roberto Mazza, anche per parlare di questa iniziativa. Purtroppo non potei raggiungerlo e mi resta il rammarico di non averlo più visto. Anche per queste emozioni contrastanti offro il mio impegno concreto a favore della fondazione che continua la sua attività e invito tutti a volerlo fare, affinché viva l’immagine di quel ragazzo “lungo e magro” impegnato sempre ed ovunque per l’integrazione degli altri e per combattere l’acceso disuguale alle risorse dovunque si manifesti.»

 

Paolo Rossi

Già Presidente HCL

 

 

 

«J’ai eu la chance de travailler avec Tiz pendant une décennie. Une chose pour lequel j’ai toujours eu le plus grand respect pour lui, c’est sa détermination à toute épreuve.

 

Je me souviens encore très bien de lui, accrocher à ma roue alors qu’on partait, lui et moi, pour une montée du Monte Bré chronométrée. Même si une trentaine d’années nous séparait, il était exclu pour lui de me laisser, moi le petit jeune, arriver en tête au sommet. Aussi, si sa condition physique légendaire lui permettait de faire jouir bien des jeunots, c’est la façon dont il a repoussé ces limites ce jour-là qui m’a bluffé. Il n’aurait lâché prise pour rien au monde. Il s’est littéralement « exploser » sur son vélo, en m’explosant par la même occasion. En arrivant derrière moi au sommet, je pouvais le voir esquissé un petit sourire en coin. J’ai d’abord pensé qu’il était seulement satisfait de sa performance, mais en fait, il était surtout satisfait de m’avoir obligé à repousser mes propres limites. Je compris alors qu’il avait réussi exactement ce qu’il voulait depuis le début : tirer le maximum de moi-même et de ces joueurs par la même occasion.

 

En tant qu’athlète, cette volonté qu’il mettait, jour après jour, en s’entraînant avec nous, m’a aidé énormément à me surpasser pendant ma carrière. En tant que personne, elle continuera de m’accompagner dans ma vie afin de ne jamais lâcher prise.

 

Plus qu’un amoureux du sport dans sa globalité, Tiz aimait faire progresser les gens avec qui il travaillait. Sa volonté et sa détermination au quotidien ont une valeur d’exemple pour moi, et pour tous ceux qui ont eu la joie de le connaître. Derrière ses airs rigoureux, il restera pour moi un ami qui savait faire preuve de sensibilité et d’humour quand il le fallait également.

 

Gracias Tiz»

 

Flavien Conne

Giocatore HC Lugano

 

 

 

«La memoria risveglia bei ricordi. Lo sport ci ha fatto incontrare.  Cuba ha fatto sì che ci conoscessimo.

 

Il tuo progetto riguardante  l’aiuto sanitario diventava il filo conduttore delle nostre  conversazioni. La tua sensibilità nel non volersi sovrapporre ad  altre iniziative ci ha portati a definire con AMCA il tuo intervento.

 

Contribuire alla realizzazione di questa tua idea è un modo per  alimentare la nostra memoria e per dirti che ti vogliamo bene.»

 

Roberto e Cristina Morinini

 

 

 

«Abbiamo conosciuto Tiziano alcuni anni orsono. Partecipava alle nostre manifestazioni, appariva alle conferenze, sostava alle nostre bancarelle durante le feste per Cuba. L’abbiamo conosciuto pian piano, visto che era un membro dell’ASC da molti anni, uno di quei rari membri, sempre presenti, ma mai appariscenti e alla banale ricerca di visibilità.

 

Schivo e generoso, non mirava mai a ostentare tutto quello che la sua persona racchiudeva: un tesoro destinato alla causa.

Poco a poco, ce l’abbiamo fatta ad avvicinarlo e immediatamente siamo diventati amici e compagni. Dalle sue prime esposizioni  e presentazioni di ambiziosi progetti, durante i nostri incontri sempre più frequenti, abbiamo compreso che Tiziano amava visceralmente  Cuba, apprezzava profondamente lo slancio e la determinazione di questo popolo e della sua Rivoluzione che mette in primo piano la giustizia sociale e il bene comune, davanti all’avidità e agli egoismi personali.

 

Tiziano era come loro: dinamico,  entusiasta, profondamente idealista. Per lui non c’erano ostacoli insuperabili. Le asticelle le poneva sempre molto in alto, da atleta tenace e temerario com’era. E l’altezza ambita la raggiungeva sempre! E mai per se stesso, ma per quello in cui credeva…

 

Ricordiamo con quanta ponderatezza e umiltà ci ha presentato il suo Progetto per il sostegno all’Istituto di oncologia e radiologia dell’Havana e manifestato il suo desiderio di condividere con tutti noi la sua gioia e il suo impegno per questo progetto. Con tutti noi, perché, come il Che, pensava che “ognuno di noi da solo, non vale nulla”.  Tiziano valeva e condivideva le sue aspirazioni, senza mai ostentarle o individualizzarle. Senza mai parlare di sé, della sua vita e dei suoi successi ci coinvolgeva discretamente e ci faceva partecipi della sua voglia di continuare ad inventare nuovi progetti per il suo istituto a Cuba. Ci faceva sentire importanti, la sua caparbietà e il suo entusiasmo ci hanno spronati ad appoggiarlo con tanta stima e rispetto.

 

Con lui continueremo il suo Progetto, il nostro progetto. Con Tiziano, amico, compagno, sempre presente.

 

Comitato Associazione Svizzera-Cuba

Sezione Ticino»

 

 

MCDD.CH